giovedì 3 dicembre 2015

«UN LIBRO COME FUOCO» LETTERA DI PAPA FRANCESCO AI GIOVANI


«UN LIBRO COME FUOCO» 
LETTERA DI PAPA FRANCESCO 
AI GIOVANI 


Offriamo la versione italiana della prefazione scritta dal Pontefice per una edizione della Bibbia destinata ai giovani, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti. Segue una breve presentazione dell’opera. 

Miei cari giovani amici,

se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti. Direste: «Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!». Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via.

La Bibbia per i giovani, che avete appena aperto, mi piace molto: è così vivace, così ricca di testimonianze di santi, di giovani, che fa venir voglia di leggerla d’un fiato, dall’inizio fino all’ultima pagina. E poi…? Poi la nascondete, sparisce sul ripiano di una libreria, magari dietro, in terza fila, finendo per riempirsi di polvere. Finché un giorno i vostri figli la venderanno al mercatino dell’usato. No: questo non può essere!

Voglio dirvi una cosa: oggi, ancor più che agli inizi della Chiesa, i cristiani sono perseguitati; qual è la ragione? Sono perseguitati perché portano una croce e danno testimonianza di Cristo; vengono condannati perché possiedono una Bibbia. Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell’armadio bombe a mano!

Mahatma Gandhi, che non era cristiano, una volta disse: «A voi cristiani è affidato un testo che ha in sé una quantità di dinamite sufficiente per far esplodere in mille pezzi la civiltà tutta intera, per mettere sottosopra il mondo e portare la pace in un pianeta devastato dalla guerra. Lo trattate però come se fosse semplicemente un’opera letteraria, niente di più».

Che cosa tenete allora in mano? Un capolavoro letterario? Una raccolta di antiche e belle storie? In tal caso, bisognerebbe dire ai molti cristiani che si fanno incarcerare e torturare per la Bibbia: «Davvero stolti e poco avveduti siete stati: è solo un’opera letteraria!». No, con la Parola di Dio la luce è venuta nel mondo e mai più sarà spenta. Nella mia esortazione apostolica Evangelii gaudium ho scritto: «Noi non cerchiamo brancolando nel buio, né dobbiamo attendere che Dio ci rivolga la parola, perché realmente “Dio ha parlato, non è più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso”. Accogliamo il sublime tesoro della Parola rivelata» (n. 175).

Avete dunque tra le mani qualcosa di divino: un libro come fuoco, un libro nel quale Dio parla. Perciò ricordatevi: la Bibbia non è fatta per essere messa su uno scaffale, piuttosto è fatta per essere tenuta in mano, per essere letta spesso, ogni giorno, sia da soli sia in compagnia. Del resto in compagnia fate sport, andate a fare shopping; perché allora non leggere insieme, in due, in tre o in quattro, la Bibbia? Magari all’aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela… farete un’esperienza potente e sconvolgente. O forse avete paura di apparire ridicoli di fronte agli altri?

Leggete con attenzione. Non rimanete in superficie, come si fa con un fumetto! La Parola di Dio non la si può semplicemente scorrere con lo sguardo! Domandatevi piuttosto: «Cosa dice questo al mio cuore? Attraverso queste parole, Dio mi sta parlando? Sta forse suscitando il mio anelito, la mia sete profonda? Cosa devo fare?». Solo così la Parola di Dio potrà dispiegare tutta la sua forza; solo così la nostra vita potrà trasformarsi, diventando piena e bella.

Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice.

A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.

Volete farmi felice? Leggete la Bibbia.

Vostro

Papa Francesco

* * *

Il testo di Papa Francesco che La Civiltà Cattolica offre oggi ai suoi lettori è stato scritto per essere la prefazione a una Bibbia per i giovani, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti (Bibel. Jugendbibel der Katholischen Kirche). L’idea del volume è partita da Thomas Söding, professore di Nuovo Testamento all’Università di Bochum, e per lungo tempo membro della Commissione Teologica Internazionale della Santa Sede. Padre di tre figli, sentiva la necessità di offrire ai giovani una possibilità di accesso alla Bibbia che risultasse attraente. Si è dunque rivolto a Georg Fischer (Università di Innsbruck) e Dominik Markl (Pontificio Istituto Biblico, Roma), gesuiti austriaci e professori di Antico Testamento, invitandoli a collaborare al progetto. A seguito dell’ampia distribuzione del catechismo per i giovani Youcat, gli autori hanno scelto di invitare la Youcat Foundation (Augsburg) insieme alla Katholische Bibelanstalt (Stuttgart) a collaborare per il progetto.

L’obiettivo della nuova Bibbia per i giovani è quello di offrire un primo approccio dinamico e attraente al testo biblico. Per questo sono stati selezionati alcuni passi rilevanti dal punto di vista teologico e spirituale, che siano accessibili ai lettori ai quali essa è destinata. Per mostrare la ricchezza del canone biblico, si è scelto di presentare almeno un brano tratto da ciascuno dei libri canonici. Mostrando la bellezza e il fascino della Bibbia, il libro vuole accendere la curiosità e suscitare l’interesse per una lettura integrale e approfondita del testo biblico.
(fonte: La Civiltà Cattolica n° 3972 del 2015/12/26)