domenica 15 novembre 2015

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 47/2014-2015 (B) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'

Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)


Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: Mc 13,24-32



Il discorso escatologico (Mc 13,1-37) non è fatto per incutere terrore e angoscia, non ci parla di sconvolgimenti planetari, non ci rappresenta la tragica fine del nostro mondo. Tutto il capitolo 13 è molto complesso e di difficile comprensione, tanto che Marco avverte il suo lettore perché comprenda bene quello che legge (v.14). Chi ha un po' di dimestichezza con la S.Scrittura sa bene che la "Buona Notizia" di Gesù viene dagli evangelisti preferibilmente espressa per immagini anziché con formulazioni teologiche. Il messaggio che esse trasmettono è sempre Parola di Dio ma il modo di presentarla appartiene al mondo culturale ebraico. Con una chiave di lettura adeguata scopriremo allora che 'sole, luna' sono simboli di divinità pagane, e le 'stelle' non fanno riferimento agli astri del cielo ma sono simboli biblici che richiamano altro, e che il profeta Isaia ci aiuta a scoprire: 
"Anche tu sei stato abbattuto, negli inferi è precipitato il tuo fasto. Come mai sei caduto dal cielo, o astro del mattino, figlio dell'aurora ? Eppure pensavi nel tuo cuore:"Salirò in cielo, sopra le stelle di Dio innalzerò il mio trono(.....) mi farò uguale all'Altissimo". E invece sei stato precipitato negli inferi"(Is14,10.11.12.13.14). 
Il profeta ci sta parlando della caduta del re Nabucodonosor che, come tutti coloro che detengono il potere - faraoni, imperatori, re e qualche presidente del consiglio - ambiscono alla condizione divina. Il brano evangelico perciò non è un messaggio minaccioso ma una speranza per coloro che credono in Gesù: tutti i potenti prima o poi cadranno. L'annuncio di Gesù è 'Evangelo, Bella/Buona Notizia', perciò non c'è posto per la paura ma solo per la speranza, non è la fine del mondo ma la fine di un mondo, un mondo ingiusto, crudele e criminale.
E' sulla croce che ha inizio la fine di questo mondo (cfr. 15,33), è nel corpo inchiodato di Gesù che si compie il giudizio di salvezza del Padre, è nella sua morte che siamo chiamati a contemplare la rivelazione piena del suo Amore per noi, l'alba della stagione della sua infinita tenerezza. Come avviene con i germogli del fico.