domenica 1 novembre 2015

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 45/2014-2015 (B) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)

Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: 
Mt 5,1-12












Il brano del Vangelo della Festività di Tutti i Santi è quello detto delle "Beatitudini", l'inizio del Discorso della montagna (che si estende fino al c.7), il manifesto del Regno di Dio, la  "Magna Charta" di ogni credente in Gesù, Messia, Figlio di Dio. Il termine  "Beato" traduce l'ebraico "Ashrè'" che alla lettera significa: "Colui che è relativo a Yahweh". Il beato è colui che entra in relazione con Dio, che gli sta di fronte, tanto vicino da poterne contemplare e riflettere il volto. Ma i criteri della beatitudine con i quali Gesù giudica sono esattamente opposti a quelli nostri; egli dichiara "Beati" coloro che invece noi consideriamo infelici. Per noi sono beati i potenti, i ricchi, coloro che dominano, coloro che esercitano il potere; per Gesù invece sono beati i poveri, gli umili, i disprezzati, gli ultimi, coloro che non contano niente. E' un radicale cambiamento di valori ! Non si tratta però di nuove norme, di un secondo codice di leggi, più difficile da osservare rispetto al primo.
Le Beatitudini sono il cuore di carne e lo Spirito nuovo promessi a Ezechiele (Ez 36,26-28), sono il vissuto stesso di Gesù, ogni sua Parola, ogni suo gesto, che ci risanano e ci restituiscono vita, dandoci di essere ciò che siamo: figli del Padre in quanto fratelli fra di noi. 
"Le Beatitudini non sono rivolte solo ai discepoli, o addirittura a quelli più volenterosi. Sono per ogni uomo che cerca la propria verità; sono la salvezza di questo mondo, il pieno sviluppo delle sue potenzialità. Gesù, crocifisso e risorto, è la realizzazione delle beatitudini, e le beatitudini sono la sua carta di identità"  (S.Fausti).