lunedì 24 agosto 2015

Padri e figli, analisi impietosa di don Sciortino


Padri e figli, 
analisi impietosa di don Sciortino

di Aldo Pintor


La crisi che ha drammaticamente colpito la Grecia ci riguarda tutti, perché la cultura greca è alle fondamenta del sogno di una comune casa Europea e senza la Grecia si può dire che l’Europa nasca orfana. Eppure abbiamo assistito attoniti all’umiliazione del popolo greco da parte dei detentori del potere finanziario e questo fa si che anche la meravigliosa civiltà, nata in Grecia, che sta alla base di tutta la cultura europea ne esca traumatizzata. Come non pensare agli straordinari personaggi della Mitologia Greca? ... 

E’ la figura di Telemaco, il figlio di Odisseo che non avendo mai conosciuto il padre parte alla sua ricerca. Di generazione Telemaco (anche se la definizione è dello psicanalista Massimo Recalcati) parla nel suo ultimo libro di Don Antonio Sciortino “Padri e Figli” (Edizioni Il Saggiatore, pp. 136, € 16). L’autore, Direttore di Famiglia Cristiana da quindici anni, nell’analizzare i cambiamenti del rapporto padri – figli si concentra sulla situazione italiana pur non trascurando il sottofondo europeo di questa situazione. La lettura purtroppo è sconsolante, in quanto Don Antonio Sciortino prende atto del venire meno nei giorni attuali di qualunque pulsione di socialità e solidarietà tra popoli e generazioni. E questa mancanza la pagano ovviamente i più deboli. Questo libro descrive tutti quei mutamenti che riguardano il nucleo familiare...

Se la figura del padre padrone è venuta meno (per fortuna) ora prevale una figura di padre assente o amico che però è fortemente deficitaria nel trasmettere ai figli l’arte della vita intesa come apertura all’altro, assunzione di responsabilità e impegno per tutti. I fenomeni che il direttore di Famiglia Cristiana prende in esame sono molto preoccupanti. E sia la fuga dall’Italia di molti giovani che il calo delle nascite rendono in Italia il numero dei giovani esiguo rispetto agli anziani. Questo fatto sta portando il nostro paese a una situazione pericolosamente vicina a un punto di non ritorno. Credo che l’unico modo per scongiurare questo baratro sia riscoprire la gratuità e la fraternità come fenomeni umani prima ancora che cristiani. Prenderci cura del nostro prossimo è la via per dare senso alla nostra vita perché solo nel donarci siamo liberi veramente. Certo che è difficile vivere questo senso di fraternità in un paese dove i pochi nati sono figli unici e come compagni hanno solo i genitori o dei fratelli virtuali. E’ triste tutto ciò, infatti non nascondo che la lettura di questo libro mi ha lasciato un profondo senso di angoscia. Pertanto cerchiamo di ascoltare i profeti di umanità che ancora abbiamo come Enzo Bianchi, il Priore della Comunità di Bose, o i recentemente scomparsi Arturo Paoli e il cardinale Carlo Maria Martini. Ma impariamo anche ad ascoltare i giovani per ridare loro la speranza di un futuro migliore per tutti. Solo chi ha parole di profonda umanità ci consentirà di non cadere nel baratro.