venerdì 3 aprile 2015

Venerdì Santo - Le meditazioni della Via Crucis al Colosseo - LA CROCE, VERTICE LUMINOSO DELL’AMORE DI DIO CHE CI CUSTODISCE Chiamati ad essere anche noi custodi per amore

VENERDÌ SANTO
PASSIONE DEL SIGNORE



VIA CRUCIS PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE FRANCESCO

COLOSSEO
ROMA, 3 APRILE 2015


LA CROCE, VERTICE LUMINOSO DELL’AMORE DI DIO CHE CI CUSTODISCE
Chiamati ad essere anche noi custodi per amore

MEDITAZIONI di S. E. Mons. Renato Corti
Vescovo emerito di Novara

INTRODUZIONE

Era il 19 marzo 2013. Papa Francesco era stato eletto da pochi giorni. Tenne l’omelia su san Giuseppe, il “custode” di Maria e di Gesù (cfr Mt 1, 24): il suo stile era fatto di discrezione, umiltà, silenzio, di presenza costante e di fedeltà totale.

Nella Via Crucis che stiamo per iniziare, sarà costante il riferimento al dono di essere custoditi dall’amore Dio, in particolare da Gesù crocifisso, e al compito di essere, a nostra volta, custodi per amore dell’intera creazione, di ogni persona, specie della più povera, di noi stessi e delle nostre famiglie, per far risplendere la stella della speranza.

Vogliamo partecipare a questa Via Crucis in profonda intimità con Gesù. Attenti a quanto sta scritto nei Vangeli, verranno colti con discrezione alcuni sentimenti e pensieri che hanno potuto abitare nella mente e nel cuore di Gesù in quelle ore di prova.

Nello stesso tempo ci lasceremo interpellare da alcune situazioni di vita che caratterizzano – nel bene e nel male – i nostri giorni. Esprimeremo così una risonanza che dica il nostro desiderio di compiere qualche passo di imitazione del Nostro Signore Gesù Cristo nella sua passione.

O Padre,
che hai voluto salvare gli uomini
con la morte in Croce di tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra
il suo mistero di amore,
di esserne testimoni, in parole e opere,
nella vita quotidiana con tutti coloro
che ci fai incontrare.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.



“Via Crucis”: non solo il devoto ricordo dell’ultimo cammino del Crocifisso, ma una meditazione sulla “strada” scelta da Dio per mostrare il suo amore. «Viene spontaneo ricordare che metà del Vangelo di Marco è dedicato agli ultimi giorni della vita di Gesù. E pure l’evangelista Luca dedica circa dieci capitoli all’ultimo viaggio di Gesù a Gerusalemme. Viene così posta in evidenza la paradossalità della via scelta da Dio per rivelarsi all’uomo, quella che troviamo nei Carmi del Servo di Jahvè del profeta Isaia, in particolare nell’ultimo, al capitolo 53». A spiegarcelo è monsignor Renato Corti, vescovo emerito di Novara, incaricato da papa Francesco di scrivere le meditazioni per il prossimo Venerdì santo. Già chiamato a tenere gli esercizi spirituali alla Curia vaticana nel 2005, gli ultimi a cui partecipò san Giovanni Paolo II, monsignor Corti ha tra i suoi autori di riferimento due predicatori schietti e appassionati come il beato Antonio Rosmini e il beato John Henry Newman, del quale ha fatto proprio il motto cardinalizio: Cor ad cor loquitur («Il cuore parla al cuore»)...