sabato 7 marzo 2015

Volgere lo sguardo verso il Padre per diventare, come Lui, compassionevoli e misericordiosi di fr. Egidio Palumbo

Vangelo Lc 15,1-3.11-32


"Volgere lo sguardo verso il Padre per diventare, come Lui, 
compassionevoli e misericordiosi"
 di fr. Egidio Palumbo 



Già altrove nel vangelo di Luca, e precisamente nel contesto delle Beatitudini, Gesù ci ricorda l’impegno di vita a diventare «misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36): qui misericordia esprime la capacità di mostrare gratuità e benevolenza verso chi si trova nel bisogno. E narrando la parabola del Samaritano, Gesù, in Lc 10,33.37, invita ad imitare l’atteggiamento compassionevole di costui che, gratuitamente, si è preso cura dell’uomo lasciato mezzo morto sulla strada. La compassione e la misericordia sono due atteggiamenti paterni e materni che declinano l’amore ed esprimono gratuità e accoglienza.
La pagina del vangelo  ci narra del volto paterno e materno di Dio. Della paternità di Dio, oltre che a nominare per 14 volte il nome di Padre, evidenzia anche gli atteggiamenti di colui che condivide della vita (vv. 12.31), prende per primo l’iniziativa (vv. 20.28), abbraccia e bacia (v. 20), ridà la dignità di essere figli (v. 22).
Della maternità di Dio è fondamentale l’atteggiamento della compassione (v. 20), delle viscere che si allargano per accogliere e generare. D’altronde anche le due parabole che precedono ci parlano di Dio nei termini uomo e donna, ovvero di un pastore che cerca per i campi la pecora perduta (Lc 15,4-7), e di una donna che cerca nella casa la moneta perduta (Lc 15,8-10).
Ecco la parabola ci comunica la pienezza della paternità e maternità di Dio. Per questo la tradizione cristiana definisce questa pagina lucana “un piccolo vangelo nel vangelo”.
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Lectio del Vangelo Lc 15,1-3.11-32 (Pubblicata il 10 MARZO 2013)