venerdì 6 marzo 2015

Opg: chiusura 31 marzo 2015? ... e poi?


Sono pas­sati quasi cin­que anni dalla prima volta in cui, insieme ai sena­tori della Com­mis­sione d’inchiesta sul Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­nale, sono entrato in un ospe­dale psi­chia­trico giu­di­zia­rio (Opg). Era l’11 giu­gno 2010 a Bar­cel­lona Pozzo di Gotto. Lì abbiamo tro­vato un uomo della mia età, nudo, madido di sudore e legato con delle garze a un letto di con­ten­zione di ferro, con al cen­tro un buco per la caduta degli escre­menti. Lo ripeto: quel letto non era vuoto, c’era una per­sona in carne ed ossa dentro.

Dopo due anni di sopral­luo­ghi a sor­presa, audi­zioni e veri­fi­che, la Com­mis­sione d’inchiesta ha otte­nuto, il 15 feb­braio 2012, l’approvazione di una legge che fis­sava la chiu­sura dei mani­comi cri­mi­nali al 31 marzo 2013 e l’assegnazione da parte dello Stato di risorse certe per l’assistenza ai pazienti, con infer­mieri, medici, psi­chia­tri ed esperti di ria­bi­li­ta­zione che potes­sero final­mente fare il loro mestiere: curare la mente e il corpo.

Tut­ta­via, come spesso accade nel nostro paese, siamo in enorme e col­pe­vole ritardo. Per que­sto mi auguro dav­vero che il ter­mine del 1° aprile 2015 sia rispet­tato. Dei mani­comi cri­mi­nali si parla dal 1978 e le Regioni, spe­cial­mente negli ultimi cin­que anni, hanno avuto tutto il tempo per esa­mi­nare il pro­blema e tro­vare delle soluzioni.

Per gli inter­nati deve valere un prin­ci­pio essen­ziale, affer­mato dalla Corte Costi­tu­zio­nale: le esi­genze di tutela della col­let­ti­vità non pos­sono mai giu­sti­fi­care misure tali da recare danno alla salute del malato, quindi la per­ma­nenza negli attuali ospedali psichiatrici giu­di­ziari che aggrava la salute psi­chica dell’infermo non può pro­se­guire. Ecco cosa vuol dire chiu­dere gli OPG: una sanità degna di que­sto nome, nel pieno rispetto della comu­nità e delle vit­time dei folli autori di reato. Que­sta non è una legge “per i cri­mi­nali”. Que­sta è una legge per tutti noi, per rico­no­scerci in uno Stato che offre il rispetto che chiede. Per­ché la malat­tia men­tale non resti uno stigma del quale avere paura. (Fonte: Il Manifesto del 4-3-2015 - Opg, da cinque anni combatto per chiuderli, nessuno chieda ancora tempo per cancellarli di  Ignazio Marino)


Riproponiamo le uniche immagini reperibili in internet del video mandato in onda domenica 20 marzo 2011 all’interno della trasmissione “Presa diretta” (Rai Tre) condotta dal giornalista Riccardo Iacona con la presenza in studio di Ignazio Marino.

Prima parte


Seconda parte

Gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), nati alla fine degli anni '70 in sostituzione dei manicomi criminali come strutture finalizzate alla reclusione e, in teoria, al recupero di persone affette da malattie psichiatriche, sono stati giudicati dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale strutture "inconcepibili" e che devono al "più presto" chiudere.
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Il Governo si è impegnato a chiuderli entro il 31 marzo 2013. Ma quali sono le alternative sanitarie a questi "ultimi residui dell'orrore manicomiale"? Con quali fondi verrà attuato il piano di dismissione e quali sono le garanzie date dal Governo per raggiungere l'obiettivo?
Lo abbiamo chiesto a Stefano Cecconi, portavoce del comitato nazionale StopOpg.

Fine degli Ospedali psichiatrici giudiziari. «Senza ulteriori proroghe», dal 1° aprile l’amministrazione penitenziaria inizierà «gradualmente» il trasferimento degli internati. Parla Roberto Piscitello, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap

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