venerdì 20 marzo 2015

"La verità illumina la giustizia" - A Bologna la XX Giornata delle memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

"La verità illumina la giustizia"

"La verità illumina la giustizia", questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Libera per la XX edizione ha scelto l'Emilia Romagna, ha scelto Bologna...

Sabato 21 marzo a Bolo­gna più di 150 mila per­sone sfi­le­ranno per le vie della città per chie­dere verità e giu­sti­zia per le vit­time inno­centi delle mafie. Saranno pre­senti più di 600 fami­liari in rap­pre­sen­tanza di un coor­di­na­mento di oltre 15 mila per­sone che hanno perso un loro caro per mano della vio­lenza mafiosa.
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C’è evi­den­te­mente un nesso tra mafia e mise­ria. Quando la disoc­cu­pa­zione gio­va­nile al sud va oltre il 60%, quando la disper­sione sco­la­stica nel nostro paese diventa la più alta d’Europa (17,6% con­tro il 13,2%), quando la povertà mino­rile arriva ad essere la più alta del con­ti­nente (1.423.000 di minori in povertà), quando la pre­ca­rietà e la disoc­cu­pa­zione arri­vano a coin­vol­gere milioni di cit­ta­dini, quando si taglia il wel­fare, quando si tagliano i fondi per gli enti locali, quando molti dei diritti sociali ven­gono messi in discus­sione, è evi­dente che le mafie e la cor­ru­zione si raf­for­zano...

Vittime innocenti di mafia che non entreranno mai nei libri di storia, i cui familiari si ritrovano oggi a Bologna per una veglia di preghiera insieme a Don Luigi Ciotti. Bambini e immigrati, pescatori e imbianchini, pensionati e casalinghe, preti e comunisti. Agenti della scorta insieme ai più noti magistrati che proteggevano. Saranno chiamati per nome, uno a uno, domani in piazza a Bologna al termine del corteo per i vent’anni di Libera. Le loro storie sono raccolte in un libro, Memoria, che sceglie di metterli in ordine alfabetico per dare a tutti pari dignità.
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I nomi e le storie messi in fila (erano 799 quando è stato chiuso il libro, in gennaio), ci dicono alcune cose. «Primo, che la violenza colpisce indistintamente – spiega Don Ciotti – e, secondo, che il presunto riguardo mafioso verso le giovani vite è una menzogna: tra bambini e ragazzi si contano 83 vittime. Quella mafiosa è una violenza cieca: sono 156 le persone uccise per essersi trovate dentro un conflitto o perché scambiate per qualcun altro. Inoltre la mafia ha cominciato a uccidere tanto tempo fa e non ha mai smesso: il primo omicidio risale a due secoli fa, le morti continuano fino ai giorni nostri». Un tributo a chi ha perso la vita e anche a chi è rimasto, a ricordare e a piangere.


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