domenica 22 marzo 2015

Giovanni Ladiana intervistato da Concita De Gregorio a Pane Quotidiano RAI3 (video)

Giovanni Ladiana, un gesuita in prima linea nella lotta contro la 'ndrangheta

"Non sono un sognatore, ma sempre più considero folle essersi abituati all'idea che occorre stare con i piedi per terra, per essere realisti"

Mani da operaio, spirito da cristiano militante. Con queste armi il gesuita Giovanni Ladiana lotta da anni contro la ‘ndrangheta e il degrado morale della Calabria. Una lotta che, affiancandosi a quella dell’associazione di cittadini liberi “Reggio Non Tace”, si espande a geografie umane altrettanto disagiate, come quella di Scampia, dei terremotati dell’Irpina o, a latitudini più lontane, delle comunità dei villaggi messicani. 


Con Giovanni Ladiana a Pane Quotidiano, condotto da Concita De Gregorio, anche Flavia Famà, figlia dell’avvocato penalista ucciso vent’anni fa dalla mafia, al quale Flavia ha dedicato con Simone Mercurio un documentario dal titolo “Tra due fuochi”. 



Nella Calabria dei silenzi e della paura, saccheggiata dalle cosche e dalla corruzione, tra gli animatori di Reggio Non Tace, il movimento di cittadini nato nel 2010 per lottare contro la ’ndrangheta, c’è Giovanni Ladiana, superiore dei gesuiti. 
Il suo è un cammino che a piccoli passi abbraccia latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli; dal rione Scampia di Napoli al Librino di Catania, dai terremotati dell’Irpinia alle comunità dei villaggi messicani.
Mani da operaio, spirito da militante, con in mente i modelli di sant’Ignazio, padre Arrupe ed Etty Hillesum, Giovanni Ladiana continua a spendersi per la missione affidata da Paolo VI ai gesuiti: «Stare negli incroci della storia, ove vivono i crocifissi d’oggi»...