domenica 9 novembre 2014

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 49/2013-2014 (A) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea' 
Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino

Vangelo
Gv 2, 13-22 




"Forse per voi è un covo di ladri questo tempio sul quale è invocato il mio nome ? (.....) Tratterò questo tempio in cui confidate, e che ho concesso a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo. Vi scaccerò dalla mia presenza, come ho scacciato tutti i vostri fratelli, tutta la discendenza di Efraim."(Ger 7,11.14-15)
Gesù sale a Gerusalemme e va al tempio, dimora del Padre suo, il luogo della festa, della gioia e della comunione fraterna, simbolo visibile del Dio invisibile. Ma invece di trovare gente che prega (cfr 2,1-12), vi trova un gran traffico, persone che comprano e vendono animali per i sacrifici, e i banchi dei cambiavalute. Il tempio non è più la casa di YHWH, nel suo cuore si è insediato un altro dio: il mercato, l'abominio della desolazione (Mt 24,15), e nel naòs - la cella - non c'è più l'Arca dell'Alleanza ma l'immagine del nuovo dio: il danaro. L'immagine che l'evangelista ci offre è quella di un Gesù che, armato di frusta, purifica o addirittura abolisce il tempio, ridotto ormai ad una "spelonca di ladri". Per noi che leggiamo, la cosa non ci preoccupa più di tanto, perché pensiamo al tempio di Gerusalemme, che non esiste più, ma per comprendere meglio ciò che Gesù ha fatto, come del resto per ogni altra pagina del Vangelo, dobbiamo immaginare che egli compia 'adesso'  ciò che ha compiuto allora.
"Cosa diremmo se lo vedessimo oggi con la frusta nei vari templi religiosi o laici? 
Non diremmo che è un pazzo furioso, preso da raptus, o almeno un disadattato, fuori dalla realtà ? Non metterebbe in crisi molte nostre abitudini, che riguardano il tempio, cioè Dio stesso e il nostro modo di rapportarci con lui ?"(S. Fausti). 
Il gesto di Gesù è sulla linea degli antichi profeti perché, come loro, si pone contro le istituzioni - religiose o laiche che siano - che detengono il potere, i quali non fanno il bene del popolo ma solo i loro interessi. Caccia fuori dal tempio tutti quanti, animali compresi, perché nessuno rimanga più imprigionato in un sistema che specula e si arricchisce sui peccati del popolo. Gesù profetizza la distruzione del tempio perché il tempio ha ormai esaurito la sua funzione e, in Lui, i peccati sono perdonati. Proclama che il Figlio dell'uomo - l'uomo secondo il progetto di Dio - è il vero tempio dove possiamo incontrare il volto di Dio, l'unico Luogo Teologico dove lo possiamo adorare (Gv 4,23). Nel sacrificio di se stesso, l'Agnello di Dio, il Padre si riconcilia col mondo, "e il segno che darà per autenticare la sua opera sarà la resurrezione, che lo legittimerà come nuovo e definitivo santuario" (S.Fausti)