martedì 11 novembre 2014

Il nome di Francesco in onore del Papa al piccolo di 4 mesi trovato in chiesa a Frignano (CE) - Cosa si nasconde dietro l’abbandono di neonati?

Abbandonato ad appena quattro mesi dai genitori nel cortile di una Chiesa dove era in corso la Santa Messa, è stato ritrovato poco dopo dai fedeli e dal parroco che lo ha chiamato Francesco in onore del Santo Padre. Ha avuto un epilogo positivo la vicenda avvenuta ieri pomeriggio a Frignano nel Casertano: il piccolo era in un seggiolone con a fianco una borsa contenente tutto l'occorrente per assisterlo: il biberon con il latte caldo, la borsa termica con gli omogeneizzati, indumenti per maschietti e una coperta di lana con i colori del Napoli. La scoperta è avvenuta poco prima delle 18, presso la Chiesa di Santa Maria dell'Arco, dove si era appena conclusa la Messa. Alcuni fedeli hanno udito dei vagiti mentre attraversavano il cortile esterno, così hanno avvisato il parroco don Roberto Caterino; anch'egli poco prima aveva udito dei flebili lamenti provenire fuori dalla finestra del suo ufficio ma non vi aveva dato peso.

Dopo la segnalazione è subito intervenuto scoprendo il seggiolone e il neonato. In breve l'area si è riempita di tanti cittadini curiosi e commossi; il piccolo era infreddolito e impaurito. Chiamati dal sacerdote, sono giunti poco dopo i carabinieri della vicina stazione che hanno portato il neonato all'ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. Qui i medici lo hanno visitato constandone il buono stato di salute; al piccolo è stato solo praticato dell'aerosol perché raffreddato. Questa mattina, intanto, mentre nel paese ancora scosso si organizzava una colletta, un assistente sociale del Comune si è recato in ospedale per comunicare la disponibilità ad ospitare il piccolo dopo le dimissioni dalla struttura sanitaria in una casa famiglia di Frignano, in attesa che il Tribunale dei Minori di Napoli, informato della vicenda, decida sull'affidamento. I carabinieri hanno anche informato la Procura della Repubblica di Napoli Nord in relazione al reato di abbandono di minore; da ieri vanno avanti le indagini per capire chi possano essere i genitori, che accanto al seggiolone, se si eccettua i mezzi di sussistenza per il bimbo, non hanno però lasciato alcun elemento utile per individuarne l'identità; l'altro parroco del paese (Chiesa di Santi Nazario e Celso, ndr) ha pubblicato la foto del bimbo sul suo profilo facebook ma al momento non ha avuto alcuna risposta. 
Il sindaco di Frignano Gabriele Piatto, che ieri in ospedale è stato sempre vicino al bimbo, non se la sente però di dare tutte le colpe ai genitori. "La loro sarà stata una decisione molto sofferta - dice Piatto - lo abbiamo compreso da tutto ciò che hanno lasciato per garantire l'assistenza del piccolo. In questi tempi di crisi tante famiglie non ce la fanno più a sopravvivere e ci vanno di mezzo i bambini. Ma Francesco era amato, e ora avrà un futuro in un'altra famiglia. Intanto in paese stiamo organizzando una colletta". Solo a Frignano, spiega Piatto, "grazie ad un convenzione con il Banco Alimentare, diamo assistenza a 300 nuclei che fino a pochi anni fa stavano bene ma che ora non hanno più i mezzi per vivere decorosamente". (fonte: Metropolisweb)


Era in un seggiolino avvolto con una coperta del Napoli, il neonato abbandonato dai genitori e trovato nel cortile della Chiesa di Santa Maria dell’Arco a Frignano. Ha appena 4 mesi Francesco, questo il nome scelto per lui da don Roberto Caterino, il parroco che lo ha trovato. Pochi mesi di vita che raccontano una storia di sofferenza, disagio, disperazione e solitudine, con conseguenze a volte irreparabili. Un fenomeno quello dei bambini abbandonati in Italia con delle cifre davvero raccapriccianti. Ne abbiamo parlato con un esperto il dottor Savino Compagnone, sociologo.

Dottore Compagnone, cosa si nasconde dietro l’abbandono? 
“L’abbandono di Francesco ripropone in maniera drammatica lo stato di emergenza per i neonati abbandonati in Italia, che solo nel 2012 secondo l’ultima indagine della Sin - Società italiana di neonatologia sono stati circa 3.000. Il 73 per cento è figlio di madri italiane, il 27 di immigrate, in gran parte tra i 20 e 40 anni, mentre le minorenni rappresentano il 6 per cento”.
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