martedì 25 novembre 2014

25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Negli Stati Uniti, in un anno la violenza contro le donne ha fatto più morti che i soldati caduti in Iraq e Afghanistan. Nell'Unione europea non c'è nessun Paese che possa considerarsi esente dal problema: quest'anno l'Agenzia europea per i diritti fondamentali, nella più completa indagine realizzata al mondo su questo fenomeno, ha reso noto che il 33% delle intervistate sopra i 15 anni ha subito violenza fisica e/o sessuale. Una su tre. Un dato sconvolgente, perché tradotto in numeri assoluti riguarderebbe 62 milioni di donne europee. E stiamo parlando delle zone più civili della Terra.
Perciò, e purtroppo, rimane di assoluta attualità celebrare il 25 novembre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, come avviene dal 2000 su invito delle Nazioni Unite. L'Assemblea generale dell'Onu fece propria quella data, scelta in origine da un gruppo di attiviste latinoamericane per ricordare il brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, le quali si opponevano al regime del dittatore Trujillo. In Italia la ricorrenza era partita in sordina, ma negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative politiche e culturali in proposito, sia da parte di associazioni ed enti sia per volontà delle istituzioni...

... La comunicazione televisiva di “Racconta un’altra storia” si avvale di tre spot su altrettante coppie, interpretate rispettivamente da Ksenia Rappoport e Adriano Giannini, Alessandra Mastronardi e Giorgio Pasotti, Claudia Gerini e Fabio Troiano. Nelle storie, «anziché mostrare lividi e lacrime, si è optato per l’ironia», dicono Hunziker e Bongiorno. «Non certo per sminuire o banalizzare il problema, ma per raccontare in un altro modo il rapporto di coppia. Secondo noi la violenza va combattuta cominciando dalle piccole cose che accadono tutti i giorni... Soprattutto,ci piaceva l’idea di mostrare al pubblico, invece di un esempio maschile negativo da stigmatizzare – l’uomo violento e sopraffattore – un modello positivo con il quale identificarsi e al quale tendere: un uomo capace di riconoscere i propri errori, dotato di senso dell’umorismo, capace di sdrammatizzare e di superare, o di evitare, i contrasti con buona volontà e leggerezza». 
«Il concetto di fondo», concludono, «è sempre lo stesso: uomini e donne sono diversi ma uguali quando si parla di dignità, rispetto, diritti e doveri».

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È stata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite e viene celebrata il 25 novembre. Incontri, mostre, spettacoli teatrali, flash mob: sono tantissime le iniziative in tutta Italia, da Milano a Siracusa, per dire "no" alla violenza
Una vittima ogni due giorni, 179 donne uccise: un anno nero per i femminicidi in Italia, il 2013, secondo il rapporto Eures. Aumentano al Sud (+27 per cento nel 2013) e raddoppiano al Centro, mentre il Nord detiene il record di uccisione di donne in famiglia. Tutta l'Italia si mobilita in vista del 25 novembre, data scelta nel 1999 dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Si ricorda l'assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana durante il regime di Rafael Leonidas Trujillo. 

... Nel 2013 si è registrato un aumento del 14% del femminicidi, con un aumento significativo di quelli in ambito familiare, più 16%, così come pure nei contesti di prossimità: rapporti di vicinato,amicizia o lavoro, dal 14 a 22%. In 7 casi su 10 i femminicidi si sono consumati all’interno del contesto familiare, una costante nell’interno periodo 2000-2013. Milano e il Nord Italia in genere – dove in tutto, nel 2013, sono morte ammazzate 60 donne – rimane il territorio dove si verificano più omicidi in famiglia: 8 su 10.
Dobbiamo tenere alta la guardia contro una piaga sociale di questo tipo. Io ho deciso di ricordare il 25 novembre al Muro delle bambole di via De Amicis a Milano, uno spazio nato il 21 giugno scorso come monito alla “sofferenza” femminile, ma anche alla voglia di riscatto e alla volontà a resistere. ...
Il Muro delle bambole di Milano nasce proprio con questo fine, dare un’immagine plastica e visiva, anche se non banale, del terribile destino che a volte riguarda noi donne. Una sorte di violenza che sei mesi dopo il primo allestimento del muro ha interessato anche alcune “creazioni” appese in via De Amicis, che qualcuno notte tempo ha deciso di vandalizzare, strappare o addirittura rubare. Anche da un piccolo segno come questo si può vedere il livello dipoco rispetto che ci è concesso; perché fare violenza su una bambola, che ci rappresenta perché rappresenta la nostra infanzia e i nostri giochi, è come far violenza su noi stesse...

Questo cortometraggio del 1999 tratta un tema molto delicato attraverso il surreale dialogo, sospeso tra comicità e poesia, di un brigadiere con una donna che denuncia un furto. L’inatteso finale scuote lo spettatore illuminando di colpo tutta la scena. 
Piccole cose di valore non quantificabile” è un cortometraggio sulle ferite interiori, invisibili ma non meno importanti e ci fa comprendere con un pizzico di ironia senza volgarità e con umanità quanto sia difficile denunciare una violenza subita e nel contempo quanto può essere complicato raccogliere, decifrare e trascrivere con sensibilità questi orribili soprusi.

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Se sospetti che una donna o una ragazza che conosci sia coinvolta in aggressioni domestiche aiutala a denunciare. Nel malaugurato caso che la vittima sia tu, sappi che sono molti gli enti che possono aiutarti!
Rivolgiti subito alle forze dell’ordine oppure ad uno di questi centri antiviolenza:
Numero antiviolenza e antistalking 1522 (attivo 24 ore su 24). Qui trovi il sito web.
Telefono rosa: 06 37 51 82 82 sito web qui
Inoltre, in molti ospedali italiani, se ti rechi al Pronto Soccorso subito dopo una violenza avrai accesso preferenziale e un team di esperti pronti a darti tutto il sostegno psicologico e sanitario necessario.
Dire no è possibile: ricordati che le botte, le aggressioni sessuali e gli abusi non sono una forma d’amore!