sabato 3 maggio 2014

"Un cuore che ascolta - lev shomea' " - n. 23/2013-2014 (A) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)

Traccia di riflessione sul Vangelo
di Santino Coppolino



Vangelo: Lc 24,13-35







I due discepoli di Emmaus tornano a casa dopo aver assistito alle atrocità dei giorni di Pasqua. Essi vanno via voltando le spalle a Gerusalemme, la Città Santa per eccellenza. Gerusalemme, nei Vangeli e principalmente in quello di Luca, non è solo un luogo geografico: essa è la città del Grande Re, dove gli israeliti ritrovano le radici della fede, è il simbolo portante del Dio dei padri, il Luogo della Shekinà di Dio in mezzo al suo popolo. Voltare le spalle a Gerusalemme è voltare le spalle a tutto questo, è come  perdere la fiducia nelle promesse del Signore: "noi speravamo fosse lui a riscattare Israele.."
Gesù non è venuto a riscattare gli ebrei dall'oppressione romana ma il cuore dell'uomo dalla schiavitù del peccato, non è venuto a restaurare il regno di Israele ma ad inaugurare il Regno di Dio. Ai due discepoli che vanno via frastornati, scoraggiati, disillusi, Gesù risponde a muso duro definendoli stupidi, gente dalla testa dura e dal cuore lento. Comincia a spiegare loro le scritture, da Mosè e da tutti i Profeti, offrendo loro la chiave ermeneutica (dierméneusen) per comprenderle bene, per potere entrare nel cuore di Dio e contemplare quanto accaduto con i suoi occhi: L'AMORE.
Sono gli occhi dell'amore che si spalancano e "riconoscono il Signore nello spezzare il pane" egli che è Pane e Vita spezzati per noi suoi fratelli, perché anche noi possiamo diventare capaci di spezzare il nostro pane e la nostra vita per tutti gli uomini, come autentici figli del Padre del cielo. E' diventando continuatori di Gesù che possiamo sperimentarlo risorto, vivente e vivificatore, nella nostra vita e nella vita della Chiesa.  E si torna a Gerusalemme.