domenica 16 febbraio 2014

Riflessione di Enzo Bianchi sul Vangelo della domenica



Riflessione di Enzo Bianchi

sul Vangelo della domenica


VI domenica del Tempo Ordinario anno A

Mt 5,17-37



Come essere “sale della terra e luce del mondo” (cf. Mt 5,13-14, vangelo di domenica scorsa)?
Gesù lo spiega sempre nel lungo discorso della montagna, attraverso sei antitesi, nelle quali mette a confronto l’insegnamento tradizionale dei rabbini con la sua stessa predicazione, che sempre fa riferimento obbediente alle sante Scritture, alla Torah (Legge) e ai profeti. Gesù non è venuto per abolire l’economia di salvezza voluta da Dio per il suo popolo Israele, per contraddire la parola di Dio contenuta nelle Scritture, ma è venuto per darle compimento, per realizzarla e interpretarla secondo l’intenzione di Dio. E qui rivela la sua autorevolezza.
A quanti criticavano Gesù, accusandolo di svuotare i comandamenti, egli risponde con un’esigenza di giustizia più radicale e più trasparente di quella insegnata e praticata da scribi e farisei, da esperti delle Scritture e appartenenti al movimento degli osservanti. Per entrare nel regno di Dio, o meglio per permettere che Dio regni, occorre una realizzazione della sua volontà, una giustizia inedita, che trascende quella allora dominante.
Ecco allora le sei antitesi, le prime quattro delle quali contenute nel brano previsto dalla liturgia odierna.

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