mercoledì 11 dicembre 2013

Diritti umani, già pensionati? di Renato Sacco



Diritti umani, già pensionati?
di Renato Sacco
del 10 dicembre 2013

Sono passati 65 anni da quel 10 dicembre 1948, giorno in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Secondo la riforma Fornero, 65 anni non sono ancora sufficienti per andare in pensione… Eppure oggi, 10 dicembre 2013, sfogliando alcuni tra i quotidiani italiani più autorevoli, La Stampa, Corriere della Sera, La Repubblica non ho trovato neanche una riga sulla Dichiarazione dei Diritti Umani. Forse ho letto un po’ troppo velocemente, non vorrei che siano già stati mandati in pensione. 
Eppure sulla violazione di questi diritti ce ne sarebbe da scrivere! 
Ce lo chiede la grande figura di Nelson Mandela, ce lo chiedono tante vittime anonime di ogni angolo della terra. 
Il rischio è di pensare che i diritti umani siano scontati: si sa, è normale che si è una sola famiglia umana! E invece rischiano di essere scontati, nel senso dello ‘spaccaprezzi’! 
E così sembrano normali, ‘scontate’ le affermazioni dell’attuale segretario della Lega Nord Matteo Salvini, riportate ieri nel Mosaico dei giorni (1) di Tonio Dell’Olio: “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani… Son colerosi e terremotati… Con il sapone non si sono mai lavati…” (Festa di Pontida, 2008). “Nel nostro programma chiediamo che sui vagoni della metropolitana di Milano siano previsti posti riservati ai soli milanesi (Piazza della Scala, 6 maggio 2009).” 
Sembra normale dimenticare le tante guerre in corso, (nel ‘92 in questi giorni eravamo nella Sarajevo sotto assedio, nel ’98 in Kossovo), le violazioni dei diritti umani in Siria, Yemen, Repubblica Centrafricana… Per non dire di Israele, assente ai funerali di Mandela. Lo stesso Desmond Tutu invoca una campagna di boicottaggio nei confronti dello Stato di Israele come quella contro il Sudafrica del vecchio regime razzista. L’elenco sarebbe lunghissimo, e ognuno potrebbe aggiungere una violazione, a partire dal proprio ambiente di vita, dalla propria città o Paese fino al mondo intero. 
Mosaico di pace, ha dedicato un dossier nel mese di febbraio 2012: Il mondo della dignità violata: “Perché i diritti umani non siano mai oggetto di baratto per gli interessi di pochi e i vantaggi economici di un gruppo più o meno grande di privilegiati. Perché nessun silenzio ci renda inconsapevoli complici della tortura, della sparizione forzata, dell’uccisione di avversari politici e oppositori, di inermi contadini o di sindacalisti rurali. Perché nessuno possa accampare la scusa di non sapere” (2) 
Ci sono però segnali di speranza, che non vengono, mi pare, da chi sembra fare notizia in questi giorni, persone e movimenti, compreso il movimento dei forconi. Mi piace il commento di Famiglia Cristiana: “Il movimento dei "forconi", che dice d'essere nuovo di zecca, si presenta in realtà con un retrogusto amaro. Antico. E sgradevole.” 
I segnali di speranza vengono invece dalle tante scuole che oggi hanno voluto riflettere sulla dichiarazione dei Diritti Umani. Ne cito solo due: il Liceo ‘Quinto Ennio’ di Gallipoli (Le) e il liceo ‘Giuseppe ‘Terragni’ di Olgiate Comasco (Co).
Mi scuso con i tre quotidiani che ho citato, può darsi che la notizia mi sia sfuggita. In ogni caso, lo sappiamo, i Diritti Umani non vanno ricordati un giorno solo. Un po’ come per il 1 gennaio, Giornata mondiale per la Pace. Noi ci troveremo a Campobasso, la sera del 31 per la 46a Marcia nazionale per la pace. Ma poi l’impegno per la pace, per i diritti umani continua tutto l’anno. Come gli studenti: loro, i diritti, non li hanno pensionati.

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