giovedì 27 giugno 2013

"Sulle sedie vuote di questi giorni..." di Roberto Beretta


Sulle sedie vuote di questi giorni...
di Roberto Beretta 

Sì, qualche volta bisogna proprio andarsene, lasciar vuota la sedia, sfuggire alle gabbie gentili di chi vuol mantenere lo status quo

Ci sono due sedie vuote nelle cronache di questi giorni, ritratte anche figurativamente sulle pagine dei giornali. Una è il seggiolino d'aereo lasciato vuoto da Edward Snowden, il giovane informatico che ha rivelato agli americani di essere spiati e intercettati ogni momento e che doveva imbarcarsi a Mosca su un volo per sfuggire agli agenti della Cia, bramosi soltanto di mettergli le mani addosso. La seconda è la poltrona bianca disertata da papa Francesco all'ormai famoso concerto vaticano di Beethoven.
«Si parva licet componere magnis», dicevano gli antichi: se possiamo paragonare tra loro cose grandi e altre più piccole... (Ma quali sono grandi e quali piccine, in questi due casi?). Il parallelo mi è venuto in mente anche perché mi sembra comunque di vedere nelle due vicende -­ diversissime tra loro, è evidente ­- una medesima lotta del singolo contro il «potere»: Snowden quello della democrazia più grande del mondo, che però ci ha abituato da decenni alle ipocrisie e agli abusi sui quali si regge; Bergoglio nei confronti di un apparato curiale e burocratico che incombe come un soffocante moloch sopra il desiderio di molti di una Chiesa «diversa»...

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