martedì 11 giugno 2013

IL RUOLO DEL VESCOVO - "Pastori, non funzionari" - “Non solo vescovi”

IL RUOLO DEL VESCOVO

Pastori, non funzionari
di Alberto Laggia

Il nuovo stile pastorale introdotto da papa Francesco sta riportando d'attualità un dibattito a lungo sopito sul modo di concepire la figura del vescovo nella Chiesa cattolica. Se ne è discusso a un interessante convegno all'eremo di Fonte Avellana.

«Bisogna chiamarlo "Sua Eccellenza". Come il prefetto. Ma com'è possibile? Abbiamo gerarchizzato tutto. Quanto mi piacerebbe salutarlo con un "Buongiorno, fratello vescovo". Non sarebbe un modo per prendere sul serio il Vangelo e le parole di Gesù?».
Quella di padre Alessandro Barban, priore generale dei monaci camaldolesi, non è una battuta. Riassume in modo felicemente epigrafico la questione riguardante l'identità del vescovo, del suo ruolo in seno alla comunità dei credenti, del senso del suo mandato. Vale come presa di posizione ecclesiologica.
È una questione seria, quella della figura e dell'autorità episcopale, per troppo tempo messa in sordina, rimandata o semplicemente rimossa, e che oggi, in modo prepotente e inaspettato, papa Francesco ha voluto riaprire. Già dalle sue prime parole s'è capito che il nuovo Pontefice aveva in mente un'idea di Chiesa più sinodale e meno gerarchica; e con l'autodefinizione di «Vescovo di Roma», pastore di una diocesi, ha voluto subito sottolineare lo stretto legame che c'è tra lui e il suo popolo, tra l'episcopo e la Chiesa locale.
La riflessione pastorale sulla figura del vescovo, così, rientra nell'agenda della Chiesa universale (compresa quella italiana, dunque) e promette novità sul versante della collegialità e della corresponsabilità, e perfino sulla stesse identità e ruolo del pastore dentro il cambiamento. Intanto nella quiete claustrale dell'eremo camaldolese di Fonte Avellana, nel cuore dell'Appennino umbromarchigiano, il tema è stato messo a fuoco, qualche settimana fa, per iniziativa della stessa comunità monastica e dell'editore veronese Gabrielli, che insieme hanno promosso la prima «Agorà tra fede e laicità», proprio sulla figura del vescovo.
L'occasione è venuta dalla recente pubblicazione del libro di Giovanni Panettiere, Non solo vescovi. La gerarchia cattolica e le sfide della Chiesa (Gabrielli editori): 14 interviste ad altrettanti vescovi italiani, dalle quali emerge un volto diverso, più feriale, dei pastori; e soprattutto una varietà di posizioni su tematiche importanti, come ad esempio il rapporto con i laici, i compiti urgenti dell'episcopo, la pedofilia dei preti, che poco in genere traspare nei collegi episcopali...

La gerarchia cattolica e le sfide della Chiesa, nel racconto dei protagonisti intervistati dal giornalista Panettiere

Parliamo di un libro che rappresenta una bacchettata sulle dita di noi giornalisti, eterni semplificatori colpevoli però – ed è questo il peccato – di credere alle proprie semplificazioni.
E’ “Non solo vescovi”, autore Giovanni Panettiere, un collega non vaticanista, e che ha pensato di andare a sentire direttamente, dal Nord al Sud del paese, che cosa i presuli pensavano, in prima persona, non solo come posizione collettiva della Conferenza Episcopale, su una quantità di problemi, di Chiesa e non. Ne è venuto fuori un mosaico molto interessante e vivace, da cui si vede con chiarezza che la comoda e straabusata distinzione fra “progressisti” e “conservatori”, quando si parla della Chiesa e dei vescovi, fatti salvi casi estremi, non corrisponde alla realtà.
Il libro si orna di una breve prefazione, una ventina di righe, del cardinale Carlo Maria Martini, scritta nel giugno del 2012...
Leggi tutto:  “Non solo vescovi” di Marco Tosatti