giovedì 21 luglio 2011

SAN RAFFAELE - Mario Cal, braccio destro di don Luigi Verzè, si è sparato - IL DOLORE DEI SOLDI?

La vicenda, dicevo, è tristissima. Un suicidio è quanto di più lontano ci sia dall’evangelo, che è essenzialmente annuncio di salvezza. Lo si può comprendere quando è dettato dalla disperazione per una perdita gravissima, per un dolore insopportabile, per una totale mancanza di prospettiva di vita. Ma il fatto che oggi, dentro un ambito comunque connotato da valori cristiani, una tale tragedia personale - una tragedia assoluta, senza rimedio - possa avvenire per un fallimento economico o professionale, deve diventare un campanello d’allarme per tutta la Chiesa.
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Così vale forse la pena di segnalare ciò che raccontò don Luigi Verzè a un giornalista diWired nel febbraio del 2009. Il lungo servizio, intitolato “La fine della morte”
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... Mario Cal era per don Verzé un fratello gemello...
Un colpo che, dicono al Foglio alcuni manager vicini a Cal, “Mario ha voluto si riversasse esclusivamente su di sé. Col suicidio Cal vuole salvare i suoi amici. Vuole dire al tribunale e a tutti che l’unico colpevole del fallimento è lui, non è don Verzé, non sono i Sigilli, non sono coloro che in questi anni hanno lavorato nella dirigenza del San Raffaele. Quello di Cal, insomma, è un ultimo, tragico e disperato, gesto d’amore”.

Gli piacciono il potere e gli uomini potenti, da Gheddafi a Fidel Castro, fino a Silvio Berlusconi. Li ha definiti, via via, doni di Dio, uomini della Provvidenza, così prepotenti e così simpatici. Sarà un caso che adesso abbiano tutti e tre, chi più chi meno, qualche problema sul groppone? Don Luigi Verzé, a novant’anni, sta subendo la stessa sorte, un triste declino, prima il buco finanziario del suo San Raffaele, ora anche il suicidio del top manager dell’ ospedale, Mario Cal.
Leggi tutto: Vaticano, Servizi e scandali: l'impero terrestre di don Verzé

«Imbarazzo, dolore e rigoroso silenzio». Così la notizia del suicidio di Mario Cal è stata accolta in Vaticano, dove gli uomini del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone stanno studiando le prime mosse per il salvataggio del San Raffaele. Nessuno però si azzarda a dirlo ad alta voce. Lo smarrimento per quanto accaduto si legge nei volti e nelle anonime dichiarazioni di vescovi, cardinali e monsignori, anche se le fonti ufficiali tacciono.
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... Per comprendere Don Verzè, forse bisogna partire da qui: egli è riuscito a creare un laboratorio diventato un punto di incontro fra ricercatori laici (comunque aperti ai riferimenti etici), e cattolici adulti, capaci cioè di porre seri interrogativi alla Chiesa e alla sua dottrina. Ma il San Raffaele non è solo un centro di ricerche biomediche e di risultati importanti. Dal 1972 è stato riconosciuto come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, divenendo quindi polo universitario a tutti gli effetti...

Il blitz di Bertone, le resistenze di Tettamanzi e le paure della Cei . Nel mirino anche l´ Istituto Toniolo, considerato una delle cassaforti della Chiesa. Il segretario di stato vorrebbe chiudere la partita prima dell´arrivo a Milano di Scola.
Leggi tutto: Sul San Raffaele lo scontro Opus Dei-Cl il palio il super-polo della sanità cattolica

Intervista al vaticanista Andrea Tornielli
San Raffaele, ipotesi fallimento. E il Vaticano prende tempo