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giovedì 24 novembre 2016

"Misericordia et misera": verità e falsità

L’aborto: il "Papa delle edicole", il "Papa delle corbellerie dei social" e la comunicazione vaticana...
di Luis Badilla

Preoccupato per l'andazzo che prendeva l'informazione, non solo in Italia, riguardo a quanto deciso da Papa Francesco e comunicato nella sua Lettera apostolica "Misericordia et misera" sull'estensione permanente a tutti i sacerdoti della facoltà di assolvere il peccato dell'aborto, ho passato buona parte della giornata a leggere decine di articoli sulla questione. Un parte importante del tempo l'ho dedicata, con meno entusiasmo e simpatia, a tracciare testi e pensieri sui social-media, in particolare di alcuni conosciuti avventori dei bar Twitter e Facebook. Volevo capire come e perché su quanto scritto dal Papa fosse nata una così gigantesca mole d'informazione fuorviante, pressapochista e a volte palesemente falsa. Alle fine mi è sembrato di aver afferrato alcune cose importanti e forse chiavi di lettura per capire quanto accaduto, e in conseguenza anche come sta funzionando il circuito informativo. A conclusione mi sono posto alcune domande sulla comunicazione vaticana.

Premessa
Il Papa nella Lettera scrive: "Perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente."

Una parte consistente, forse maggioritaria della stampa (anche Tv), in numerose lingue (italiano, inglese e spagnolo), e pure i social, hanno provato invece - con successo - a far passare affermazioni del tipo: Francesco apre all'aborto; aborto, non ci sarà più la scomunica; aborto, donne e medici vanno sempre assolti; Francesco e la svolta sull'aborto; Aborto, la chiesa volta pagina; Aborto si cambia…

Le agenzie.

Per prime e quasi in tempo reale le più importanti agenzie internazionali hanno impostato la notizia in termini equivoci, falsi o manipolati. Da subito hanno offerto una lettura e una interpretazione del paragrafo 12 della Lettera che sembravano scritte a prescindere da quanto si poteva e doveva leggere e capire nel documento. Insomma, hanno fatto dire a Papa Francesco cose mai dette creando confusione, disorientamento, dubbi e perplessità... in una parola: disinformazione!

Le testate online e cartacee.
Poi, la valanga, in poche minuti, si è riversata sulle testate online quali semplici megafoni delle agenzie e, ovviamente, il successivo passaggio alle testate cartacee di ieri è stato quasi naturale. In poche ore l'informazione internazionale si è riempita di affermazioni non veritiere o semplicemente false. In concreto è passata l’idea che la Chiesa in materia di aborto è all’inizio di un cambiamento della dottrina e ciò grazie al “coraggio di Papa Francesco”.

Le poche voci ...
I pochi, più seri e precisi, che hanno provato a mettere le idee in ordine, rispettando la verità dei fatti, e del testo, sono stati rapidamente sommersi dalla valanga pressapochista e fuorviante. Qualche chiarimento da parte di alcuni vaticanisti, di mons. Fisichella e di mons. Galantino, e numerosi vescovi sparsi per il mondo, è riuscito a confutare parzialmente quanto si era detto e scritto. Ma nulla di più. Al termine della giornata c'erano le solite due versioni: quella vera, del documento del Papa, minoritaria, e messa in ombra da quella mediatica, non vera, e monopolizzatrice dell'informazione.

I social-media
Il colpo finale è arrivato dal parassitismo dei social-media dove i titolari degli account si nutrono di ciò che leggono online e che - a secondo dei gusti e delle scelte personali, nonché da ciò che riescono a capire su materie complesse e delicate - rilanciano e amplificano senza particolare cura per la verità dei fatti. Sono insindacabili e possono scrivere ciò che vogliono, a piacere. Spesso nei social le castronerie ripetute all'infinito, copiate ed incollate all'ingrosso, diventano "verità".

I media vaticani
Ho atteso fino alla fine della giornata una Nota di chiarimento e precisazione dei media istituzionali del Vaticano, quelli ufficiali. Non è arrivata, purtroppo. Forse si è ancora in tempo per intervenire. Un dovere del giornalismo cattolico, insegna san Francesco di Sales, è quello di confutare gli errori e le falsità. Ieri non è accaduto.
(fonte: Il Sismografo)

Vaticano reagisce su aborto: 
resta peccato grave, idiozie dei giornali sul Papa

"Abortite tanto il Papa vi perdona?", come ha titolato Il Tempo? "Idiozie dei giornali", commenta, a Tv2000, mons. Rino Fisichella, responsabile vaticano per il Giubileo. Proprio perché l'aborto "è un atto gravissimo", dice da parte a Radio vaticana sua mons. Paglia, responsabile della Pontificia accademia per la vita, "è necessaria una straordinaria concessione della Misericordia". 
Il Vaticano reagisce così alle interpretazioni sulla lettera apostolica "Misericordia et misera" con la quale il Papa ha concluso il Giubileo della misericordia. "Non c`entra niente la scomunica che viene tolta", spiega mons. Fisichella. "Non c`entra nulla dire `abortite perché il Papa vi perdona`, queste sono veramente delle idiozie che rimangono tali sia nei titoli che nei contenuti". Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione prosegue: "Voglio dire una cosa nei confronti dei giornalisti, due giorni fa in Sala Stampa ne ho sentite di tutti i colori. C`è da parte di qualcuno la tentazione di leggere in fretta e quando si legge in fretta non si capisce. C`è la tentazione di trovare subito qualche cosa. E di tanti contenuti l`occhio è caduto solo sull`aborto. C`è poi la volontà di qualcuno di voler denigrare e trovare quello che non c`è". 

Il Papa, sottolinea Fisichella, "ha detto chiaramente e lo ha scritto: il peccato di aborto e uno dei peccati più gravi che esistano, perché si pone fine a una vita innocente. Questo peccato rimane tale e nel momento in cui si compie questo peccato, non solo da parte della donna, che porta il peso più grande di tutto questo, ma da parte di tutta una categoria che partecipa al peccato d`aborto, nel momento in cui si compie dunque, c`è la scomunica e si è fuori dalla comunione dalla Chiesa perché il peccato è gravissimo"
Il Papa, puntualizza Fisichella, "pur dicendo questo dice con altrettanta forza che non esiste un peccato che Dio non possa perdonare quando si ritrova con un cuore pentito. Il Papa dice che non deve esserci nessun ostacolo, nessun limite. Prima infatti solo il vescovo poteva assolvere il peccato di aborto. E` una prassi che si è modificata - conclude Fisichella - la prassi con la quale ora il Papa dice: desidero che chi porta dentro di sé questo grande dolore ed è pentito, non abbia a trovare ostacoli ma qualsiasi sacerdote può accogliere, perdonare e aiutare a camminare per una vita nuova". 

"Proprio perché concedere il perdono significa un dialogo, una consapevolezza, una decisione di non ripetere più quello che si è fatto", spiega, da parte sua, mons. Paglia ai microfoni di Radio vaticana. "In questo senso, allargare ai sacerdoti vuol dire dare maggiore possibilità a chi ha compiuto questo gesto terribile di comprendere la gravità di quello che ha fatto e quindi di poter cambiare vita e quindi di non farlo più. In questo senso, il Papa - consapevole della gravità - vuole offrire il modo migliore per impedire il ripetersi. Certamente, avere una maggiore possibilità di accedere a una medicina robusta aiuta chi è debole a cadere meno facilmente o comunque a non cadere. Quindi, proprio perché è un atto gravissimo è necessaria una straordinaria concessione della Misericordia". 
Oggi chi procura l`aborto incorre nella scomunica latae sententiae, cioè automatica. Cambia qualcosa, adesso? "No. La scomunica latae sententiae resta così com`è nel Codice di Diritto Canonico. In questo senso, non c`è nessun cambiamento nella concezione della gravità del peccato, nessun attutimento: resta l`eliminazione colpevole di un innocente ed è gravissimo. Il senso del testo papale è appunto nella volontà di far comprendere che chi si pente, anche di questo gravissimo peccato, viene perdonato e abbracciato dal Signore. In questo senso, viene come dimenticata da Dio la scomunica che era comminata per questo atto drammatico. Certamente, poi, c`è in questo gesto del Papa una grande considerazione della debolezza o dei drammi di tante donne che, se lasciate a loro stesse, difficilmente riescono a uscirne e a trovare una strada non solo per non ripetere quanto hanno fatto, ma anche per sentirsi aiutate di fronte al dramma che sempre ogni aborto procura, anche nelle stesse donne".
(fonte: RaiNews)

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