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giovedì 7 marzo 2013

Verso il conclave / 5

Che cosa sta succedendo in Vaticano? Le notizie e le voci, grazie alla rete, si susseguono come mai prima d'ora. Danno l'impressione di una situazione in movimento, un vero e proprio conclave informale che è già iniziato. Se nel 2005, i sostenitori di Ratzinger avevano preparato il terreno per la sua elezione, presentandolo come il successore naturale di Giovanni Paolo II, con un ruolo decisivo da parte della curia, oggi il quadro sembra più fluido e frammentato. Si sa che negli ambienti curiali le divisioni si sono approfondite e altri protagonisti stanno emergendo.
Provo a riassumere alcuni fatti.
Da più parti sono venute richieste di prendere tempo per confrontarsi e saperne di più anche sugli scandali veri o presunti. La data d'inizio del conclave non è stata ancora fissata per l'assenza di alcuni elettori, che molti ritengono una scelta "strategica" per consentire un prolungamento. I tempi brevi favorirebbero, invece, le candidature precostituite.
Gli statunitensi sono al centro dell'attenzione per il loro stile comunicativo (più organizzato, dinamico ed estroverso) e la capacità di fare squadra...
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In Vaticano (ovvero al cardinale camerlengo Tarcisio Bertone) non è piaciuta la conferenza stampa tenuta dai cardinali statunitensi al Collegio Nordamericano di Roma il 5 marzo. E così il successivo appuntamento con i giornalisti, previsto ieri, è stato frettolosamente annullato.
È un sintomo del nervosismo e delle divisioni fra i cardinali. Quelli a stelle e strisce non hanno mai accettato il calendario accelerato voluto dal camerlengo e da molti fra gli uomini di curia. È necessario, hanno fatto sapere, prendersi tutto il tempo necessario per discutere con calma, specie alla luce dello scandalo Vatileaks e delle vicende riguardanti lo Ior. Su questa linea molti fra gli stranieri, soprattutto fra coloro che vivono molto lontano da Roma. A questi cardinali sono arrivate solo voci di seconda o terza mano sugli avvenimenti degli ultimi mesi, e ora vogliono vederci chiaro, anche parlando a tu per tu con i tre cardinali che hanno fatto parte della commissione d'inchiesta, ovvero Herranz, Tomko e De Giorgi. Inoltre i non curiali sono convinti che sia arrivato il momento di impostare una riflessione seria sul governo centrale della Chiesa in relazione con gli episcopati locali. Non si tratta soltanto di scegliere il nuovo papa, ma di chiarire che cosa deve essere il papato. E il momento per farlo è proprio questo...
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