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venerdì 29 luglio 2011

NIGRIZIA - Italiani (cristiani) in movimento Alla luce del referendum del 12 e 13 giugno, una riflessione sulla rinascita in corso dei movimenti, uniti nel segno dei "beni comuni" da proteggere.

NIGRIZIA L'editoriale del numero di luglio-agosto 2011

Italiani (cristiani) in movimento

Alla luce del referendum del 12 e 13 giugno, una riflessione sulla rinascita in corso dei movimenti, uniti nel segno dei "beni comuni" da proteggere. 


In questi mesi è riemerso un tesoro. Per dieci anni, o poco meno, si era inabissato. Il G8 di Genova, nel 2001, e l’arcobaleno delle manifestazioni oceaniche contro la guerra in Iraq, nel 2002, sono rimasti i frutti più copiosi di quel periodo, poi sepolti. Per anni, in molti ci siamo affidati a un ineluttabile avvicendarsi delle stagioni: le abbiamo osservate, anche criticate, ma sempre da spettatori. Mai da protagonisti. Per tanto, troppo tempo, siamo stati anestetizzati. Indifferenti.
È vero, ogni tanto spuntavano qua e là eccezioni (“No Tav”, popolo della pace, solidarietà con i migranti…), ma senza mai che alcuna di queste mobilitazioni spiccasse il volo. Com’è invece accaduto con i referendum del 12 e 13 giugno scorso e con le azioni che li hanno preceduti negli ultimi mesi.
Una quantità e qualità della mobilitazione tali che a qualcuno hanno fatto tornare in mente la parola e il senso del “movimento”. Anche se lo stare assieme di oggi – effervescente, fantasioso, ma assai frammentato – ha connotati e dinamiche diversi rispetto a quello d’inizio millennio. Ostinarsi a leggere e interpretare ciò che succede ora nel nostro paese con il vecchio lessico e con i vecchi schemi sarebbe un grave errore.